Postilli-Riccio

 
Postilli-Riccio, in pericolo l'ultima spiaggia della biodiversità

Ancora una volta sullo "Spiaggione" così come sulla Piana di Navelli la mentalità del profitto e la politica dei palazzi scavalcano ogni etica ambientale.
Una strada di 4 chilometri, larga ben 8 metri più servizi rischia di prendere il posto di uno dei tratti più belli della costa teatina, lo "Spiaggione" Postilli - Riccio, da Ortona fino alla stazione FS di Tollo.
Una prima parte dell'opera, per un valore complessivo di 6 milioni di euro, è stata data in appalto il 27 febbraio 2006 ad "A.T.I. GEFIN s.r.l. - Spinosa Costruzioni Generali s.r.l." di Isernia. La ditta, vincitrice su cinque concorrenti, ha il compito di realizzare un primo tratto della strada lungo solltanto 1,6 chilometri, da Postilli alla Stazione di Tollo. Per completare l'opera sarebbero necessari altri 12 milioni di euro, che però al momento sembrano non essere disponibili.

Secondo i sostenitori, l'opera servirebbe a decongestionare il traffico sulla SS16 (strada dalla quale la nuova disterebbe solo 30 metri in alcuni tratti), incentivare il turismo di massa e rendere più vivibile il centro abitato. Motivazioni non condivise dai vari gruppi che in questi mesi si stanno mobilitando per impedire che venga realizzato questo ennesimo scempio ai danni di un patrimonio naturalistico di valore inestimabile. Per incentivare il turismo la strategia migliore non è certo quella di deturpare il territorio, ma piuttosto di valorizzarlo. La tesi della vivibilità della frazione, inoltre, non è sostenibile dal momento che la strada attraverserebbe una zona dove attualmente non esiste un centro abitato, ma tutto questo lascia facilmente intuire la volontà di "spianare la strada" alla proliferazione edilizia sullo "Spiaggione" e quindi un nuovo piano regolatore per la zona, dove peraltro l'abusivismo è già una realtà tangibile.

Le motivazioni contro la costruzione della strada, invece, sono rilevanti.
La spiaggia è sottoposta a vincolo ambientale fin dal 1970 per la presenza di beni archeologici e per una vegetazione autoctona molto rara; le sue caratteristiche ambientali costituiscono inoltre l'habitat naturale per varie specie di uccelli migratori. Queste sono alcune delle argomentazioni contenute nel ricorso al TAR presentato dal WWF e da Associazione Ambientalista Lega Abolizione Caccia ONLUS contro la Regione Abruzzo, la Provincia di Chieti, il Comune di Ortona e la ditta di costruzioni vincitrice della gara d'appalto. "Le delibere di approvazione del progetto", si legge tra l'altro nel testo del ricorso, "[...] sono illegittime in quanto assunte in violazione delle prescrizioni vincolistiche a tutela dell'ambiente e senza la predisposizione del preventivo studio di compatibilità idrogeologica."
La situazione della Postilli-Riccio rientra in una politica di svendita [1][2] delle bellezze naturali della costa teatina, un'area dove invece dovrebbe sorgere un Parco nazionale, come previsto dalla legge n. 93 del 2001. Una legge contro la quale la Regione Abruzzo di Pace aveva sollevato addirittura la questione di illegittimità costituzionale, ma alla quale per fortuna la Corte Costituzionale ha dato torto.


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