Genova: riparte il processo a 25 attivist*

 
Il 16 Gennaio il processo contro 25 attivisti accusati di "saccheggio e devastazione" durante il summit del G8 tenuto a Genova nel Luglio 2001 è stato riaperto dopo un lungo rinvio dovuto alla decisione di cambiare alcuni giudici della Corte. Le udienze dovrebbero continuare per un mese, fino al 16 Febbraio.

Il primo testimone è stato l'ufficiale di polizia Zampese, che al tempo aveva scritto una cronologia degli eventi avvenuti durante il summit. Era già stato ascoltato l'11 Ottobre 2005. Secondo lui, il G8 è stato "devastato" da attivisti violenti, la polizia non ha agito contro la gente, nessuno è stato picchiato e nessuno è stato ferito dalla polizia.
Supporto Legale è l'associazione che sta sostenendo tutti gli attivisti sotto processo, così come i procedimenti legali contro i poliziotti accusati di violenza, tortura e abuso di potere. Supporto Legale denuncia il modo in cui le udienze sono tenute e l'uso di Zampese come testimone.

Inoltre, il 17 Gennaio, c'è stato un nuovo sviluppo nel processo contro i 29 poliziotti accusati di falsificazione delle prove e diffamazione, connesse alla violenta incursione militare effettuata dalla polizia nella scuola Diaz, dove gli attivisti di Genova dormivano e lavoravano durante il G8. Due molotov, che erano inizialmente state usate come prove dell'atteggiamento violento di una parte degli attivisti che stavano nella scuola Diaz, ma che si era successivamente scoperto essere state messe lì da membri della polizia, sono ora scomparse. Il processo è stato fermato, in attesa del ritrovamento delle molotov. Nel frattempo si aspetta un intervento del Parlamento italiano, la cui richiesta di un'inchiesta parlamentare sul G8 era stata bloccata dal precedente governo di centrodestra, perchè l'istituzione di tale inchiesta sia riproposta al nuovo governo.

L'appello per un'inchiesta parlamentare rappresenta una crescente richiesta di diritti umani, contro l'inumana detenzione di massa dei migranti e contro la brutalità della polizia in Italia.

Oltre ad Haidi Giuliani, un'altra importante voce che ancora chiede una spiegazione è la madre di Federico Aldrovandi, un ragazzo picchiato a morte dalla polizia i cui assassini sono stati recentemente sottoposti a processo.

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